martedì 28 novembre 2017

I FIDANZATI di Gaetano Altopiano

Abbiamo trovato antenati comuni persino per parte di mamma dice l’innamorata  (una signora di *** cui cola continuamente il naso). Siamo praticamente cugini, aggiunge, girando lo sguardo e mandando un sorriso all’indirizzo del fidanzato, il quale non fa che rigirare il cucchiaino nella tazza del caffè. Cionondimeno ci sposeremo. Siamo un po’ troppo vecchi per perderci ancora in chiacchiere e lui  - e gli lancia un secondo sorriso - non vuole più saperne di perdere tempo. Del resto, conclude, non abbiamo più l’età per fare dei figli perciò non corriamo alcun rischio (riferendosi a quelli legati agli accoppiamenti tra consanguinei). Questa signora di ***, cui cola il naso in modo preoccupante, a questo punto stappa da bere. E’ raggiante. Mentre versa però l’uomo fidanzato si alza in piedi e prende la parola (senza che nessuno lo abbia ancora invitato, peraltro).  Posata la tazza e preso il bicchiere tiene un discorso senza capo né coda sulla natura degli invitati e sui loro diritti, distinguendoli in invitati veri e invitati falsi, come  ciò fosse veramente possibile e includendoci per giunta pure i presenti. Non una parola sul suo fidanzamento. Io mi ricordo di Hrabal e dell’inizio di Una solitudine troppo rumorosa e penso al fracasso di una tipografia. Immagino che qualcuno guardi i fianchi di lei cercando di  indovinarne l’età. Che altri, imbarazzati, tolgano velocemente l’incomodo e scappino via. Che altri ancora  tendano l’orecchio verso il basso, in direzione dello scantinato, da dove viene un rumore assordante. 

lunedì 27 novembre 2017

UN PECCATO POCO ORIGINALE di Alfonso Lentini




No, dissi. Non potete partire. Avete l’aereo in decollo? E che mi importa, dissi. C’è una legge che ve lo vieta, dissi. Una legge incisa nella roccia di questo mare. La legge delle madri dei padri degli zii dei prozii dei nonni  dei cugini dei cognati

STORIE di Giuseppe Zimmardi


La mostra dal titolo: “Dai diamanti non nasce niente, dallo sterco nascono i fiori” organizzata dallo zoo di Roma e patrocinata dal Comune di Roma, è stata bloccata per non legare l’immagine della pubblica amministrazione allo sterco. 04/ 12/ 2009

domenica 26 novembre 2017

IL COLLEZIONISTA DI TAPPI di Francesco Gambaro



Non collezionava bottiglie. Le bottiglie le buttava. Una vita a collezionare tappi. Perloppiù di JD, il whiskey della sua terra, dello stato delle tre doppie dove era vissuto e dove avrebbe continuato a vivere anche da morto. Tappi che non avrebbero chiuso più bocche ma che si moltiplicavano e che scadenzavano il passaggio e l’esaurirsi della sua vita time after time. Tappi che non avevano data, tacche sul muro dei carcerati. Tappi che crebbero a dismisura dentro il garage e costrinsero la piccola Corvette a sloggiare, a digrignare ancora di più i denti. Tappi che un giorno impedirono l’entrata al proprietario del garage. Fu allora che la piccola Corvette prese la decisione.