domenica 21 dicembre 2014

"L'incompiuto" di Gaetano Altopiano


Le opere incompiute restano le migliori. Ci sta a cuore puntualizzarlo. Gli esempi si sprecano ma a noi di questo non ci importa granché: abbiamo ottima capacità di giudizio e della storia fondamentalmente ce ne impipiamo. Non abbiamo, cioè, bisogno della protezione “dell’universalmente riconosciuto” per trovare il coraggio di esprimere un parere, ciò che scegliamo è frutto solo del nostro gusto personale e della nostra natura critica. Fosse anche la prima volta che ci imbattiamo con l’incompiuto, infatti, non abbiamo dubbi, è il nostro preferito. Noi, tutti d’accordo. E la ragione è anche molto semplice: dell’incompiuto ci affascina soprattutto il numero delle possibilità che potevano essere e che non furono mai. L’illusione che ogni ipotetica conclusione poteva essere un’altra, e così all’infinito. Un numero incalcolabile di eventi, in sostanza, tutti probabili. Questo ci spinge, però, a un’ulteriore considerazione: