mercoledì 17 febbraio 2016

CARBON FOSSILE di Gaetano Altopiano



Una certa tendenza al macabro dobbiamo riconoscercela, noi moderni. Risulta che i portatori di “arte” oggi siano sempre più attratti da colori come il nero, il ruggine, il focato, e il loro tentativo più frequente risulta essere quello che delle cose cercherebbe di rappresentare “l’ossatura”. In altre parole, il fossile. Carbone in testa. Basta pensare, per esempio, a quanto uso si faccia dell’acciaio corten (nient’altro che acciaio arrugginito) sia nella scultura che in architettura. O ai lavori di certi fotografi che sempre più frequentemente ritraggono corpi carbonizzati. Potremmo definire questa devianza come frutto di due errate convinzioni: 1) che il progresso artistico debba per forza condurre all’essenzialità; 2) che la scarnificazione ne sia la rappresentazione par excellence.