L’estremo sacrificio mi viene richiesto dal cibo. Si pretendono gesti eroici, digiuni, profilassi di un regime alimentare che aspira al culto religioso del verde. Quando per millenni, invece, l’uomo cercò la proteina animale come principale alleato: il rosso. All’ombra di questa frontiera del terrore, mi aggiro torno torno al banco delle carni. Innalzato al ruolo di antagonista (perché?) la costata mi convoca al suo cospetto: è in atto una guerra, devi rispondere, e sii saggio; devi impegnarti, oppure, votarti alla celebrazione del niente. Decido per un atto di umanità non solo con me, ma, più esattamente, con noi stessi, o meglio, con quello che ogni essere ragionevole dovrebbe pretendere da se stesso: sazietà. Mi immolo, accendo un cero agli antenati. Il maestro disse: un tempo si mangiava per migliorare se stessi, oggi si mangia per impressionare gli altri.
giovedì 5 gennaio 2017
mercoledì 4 gennaio 2017
OCCHIALI IN CAMICIA di Francesco Gambaro
https://francescogambaro.wordpress.com/2017/01/04/occhiali-in-camicia/
IL CACCIATORE di Gaetano Altopiano
Abbiamo poco da aggiungere a quanto ci insegnarono i predatori. Marmotte, opossum del nord America, ma anche per il più modesto coniglio, nell’animale adulto la pelle si scuoia sempre allo stesso modo e fatto un foro nel cranio le cervella si succhiano ancora belle calde. Se una pelliccia, dunque, ci riscalda come avvenne tre secoli fa non è un dato significativo: dello spirito dei cacciatori non abbiamo conservato niente. Nessun fiuto per una pista. Smarrita l’importanza del fuoco. Gli occhi disabituati alla notte creano imprevisti e pericoli. Rimasti intatti solo il senso dello spazio e la paura: l’enormità, la materia dei boschi, il respiro che al contatto col gelo si solidifica.
martedì 3 gennaio 2017
DIETETICA di Gaetano Altopiano
Chi crede nell'apocalisse è uno stolto. E Aulo Cornelio Celso, profondo conoscitore di Ippocrate e medico lui stesso, già nel 30 d.C. indica fra le eccellenti regole di salute e di lunga vita il diversificare e l’alternare ciò che è in antitesi, privilegiando l’eccesso più favorevole senza però trascurare quello più sfavorevole. Ci si abitui al digiuno, ad esempio, e alla sazietà, pur privilegiando il mangiare abbondante. Alla veglia e al sonno, pur privilegiando quest’ultimo. A star seduti e a fare esercizio fisico, privilegiando il secondo. In tal modo si asseconderà la natura, addestrandola a dominarsi. Stolto chi crede nell’apocalisse.
ALTRI
INCIPIT (Tommaso Landolfi) di Francesco Gambaro
Or
ora tentavo di procurarmi una bottiglia di vermouth, ma tutte le
botteghe erano ancora chiuse. Stavo incerto all'angolo di una strada
(e a al gelo della riviera), quando per compenso del mio scoramento è
passata di corsa una fanciulla; una scolara con libri, che certo
s'affrettava alla fermata del filobus. Poiché avevano già spento le
luci, ed era quasi buio, e lei correva senza rumore, è sorta dal
fondo della strada come dal nulla. Una giovinetta che corre! Questa
nel suo moto scopriva le gambe ben più in su del ginocchio, e la sua
leggerezza era mirabile; a parte gli animali corridori di
professione, così corrono soltanto i cani e i passeri, parendo
respinti e come ballottati dalla terra. Il passaggio a livello era
chiuso, ha dovuto passare sotto le sbarre: mettendo con ciò in
valore tutto il meglio di sé, ma in una sequenza tanto rapida, che
ogni attittudine era immediatamente scancellata e bruciata dalla
seguente, con effetto di capogiro o di sogno. Donde viene viene loro
quella meravigliosa coerenza di movimenti, quell'accorgliersi e
convenire di forme, come mai non capita loro di scosciarsi
sgraziatamente, di spampanarsi? Appenna di là, poi, ha rispiccato la
corsa ed è dileguata. Why the fly flied? Because the spider spied
her.
“Vario
è l'istesso error ne'gradi vari / E sol l'egualità giusta è
co'pari”
Tommaso
Landolfi, Des mois, Adelphi, 2016
lunedì 2 gennaio 2017
LETTERATURE di Gaetano Altopiano
Un recentissimo studio sulla poesia classica italiana - il più moderno, a quanto mi risulta - ne svela definitivamente l’importanza e il valore pedagogico che ha avuto per decine e decine di generazioni di studenti. Quello su cui non spende una parola è il significato qualitativo di “importanza” e di “valore pedagogico” riferiti alla formazione di quelle decine di generazioni di studenti dando per scontato che tutti intendano i due significati allo stesso modo, ossia che tutti non possano attribuire loro che un valore algebrico pari al distinto. In altre parole fondando una presunzione che non prevede diritto d’appello e magari il ricorso in cassazione. E non potrebbe che essere così, del resto, dato che anche l’autore del saggio si è formato attraverso la medesima importanza e il medesimo valore pedagogico.
domenica 1 gennaio 2017
LA CORSA DELLE SEDIE OLTRE LA SIEPE di Francesco Gambaro
https://francescogambaro.wordpress.com/2017/01/01/9048/
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