sabato 24 ottobre 2015

DIGITAL PICS di Gaetano Altopiano

Mi si chiede quale possa essere stata la ragione che abbia spinto Cotroneo Roberto ad avventurarsi nella stesura di un saggio tanto accorato contro la fotografia digitale. Lo sguardo rovesciato -come la fotografia sta cambiando le nostre vite -, Utet, - scattate fotografie orribili senza saperlo, vi stanno ingannando -. Dove tratta l’argomento come piaga sociale pari all’alcolismo e i lettori come perfetti imbecilli cui occorre indicare col dito quello che è buono o nobuono. Davvero non so rispondere. Forse un selfie venutogli male? Ricordandoci a monito la bravura di Henri Cartier-Bresson (di questo lo ringraziamo) di cui ha appena visitato una mostra, dopo aver detto peste e corna della fotografia via smartphone mette la ciliegina sulla torta: una sequela di banalità sulla bellezza. “E mi accorgevo di due cose (riferendosi ovviamente a H. Cartier-Bresson). La sua impressionante capacità di comporre la foto nella sua naturalezza. Il limite ottico e cromatico delle sue foto. Le due cose erano la sua bellezza, la sua vera grandezza. La bellezza non è mai perfetta, ed è per questo che non è mai innaturale.”