venerdì 29 aprile 2016

NON SIETE AD ACCRA, EPPURE di Gaetano Altopiano




Oggi eviterò di esternare per paura di essere frainteso: mi limiterò a un’istantanea. Corro un serio pericolo a esprimermi con signori che parlano in una lingua straniera, e io, in più, sconosco le usanze locali. Sappiate che in una tribù il folclore conta quanto un codice civile, non importa la latitudine, così vi capita di trovarvi a Misilmeri e sentirvi invece come se foste ad Accra. Restate ammutoliti nel vedere come la gente vi scruta e reagisce alla vostra presenza: vi annusa, vi palpa, come dovesse stabilire la vostra bontà per il sacrificio all’idolo del focolare. Poi vi allontana, blaterando vocaboli incomprensibili al vostro orecchio.