venerdì 22 aprile 2016

RAGGI CAPUT ROMA di Francesco Gambaro




La Raggi, con quel viso acqua e sapone, emula dell'astro nascente Caterina Balivo, ha dietro, oltre le stelle, anche il nome, Virginia, ovvero, pronta per il matrimonio (i raggi, di sole di giochi di fuoco di luminarie, già illuminano il suo matrimonio con Capitolino). Marchini è un bello d'annata, doppia un po' in ritardo la bellezza la freschezza la leggerezza della Raggi. Ha un piccolo problema logopedico che, non essendo re Giorgio VI e considerando l'età, non potrà superare nel breve elettorale. Ha però dietro la irragiungibile 'zia Simona' che se tornasse a fare telefonate concittadine per lo sfarfallante costruttore sarebbe una bella botta. Giachetti ha sempre la stessa giacchetta stazzonata, la barba incolta, un passato antipartitico, anche se allora si chiamava Partito Radicale, ha dietro Nichi Vendola che non capì che gli italiani non erano ancora pronti per politici con l'orecchino. La Meloni ha dietro Salvini, e qui finisce la storia. In più ha pure la Rita dalla Chiesa che su ponte Milvio ancora impreca contro di lei per averle interrotto onore memoria e carriera. Fassina è un gladiatore del Pd, stanzia ogni santo giorno al Colosseo ma, con quel suo fisico così androginamente striminzito, vaccelo a pescare nemmeno per un selfie. Restano Bertolasso e Storiaccio. Fate voi. Ave.